Fondi rubati all’agricoltura al Festival di Internazionale

Fondi rubati all’agricoltura al Festival di Internazionale

Vi aspettiamo al Festival di Internazionale a Ferrara con la presentazione e proiezione dell’inchiesta “Fondi rubati all’agricoltura”, vincitrice della quarta edizione del Premio Roberto Morrione.

Appuntamento per Sabato 3 ottobre alle ore 11 all’Apollo 4. A presentare l’inchiesta, il premio e l’associazione Amici di Roberto Morrione ci saranno:

  •  Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale;
  •  gli autori dell’inchiesta Alessandro di Nunzio e Diego Gandolfo;
  • Mara Filippi Morrione, portavoce dell’Associazione Amici di Roberto Morrione.

Anche quest’anno tutti gli eventi del Festival saranno a ingresso libero senza prenotazione.

Donne incinte e persone con disabilità avranno accesso prioritario (insieme a un accompagnatore).

Tutti gli spazi del festival sono senza barriere architettoniche e sono raggiungibili con percorsi indicati sul sito del Festival.

Tutte le info per partecipare al Festival le trovate qui 

Qualche informazione in più sui due vincitori della quarta edizione del Premio Roberto Morrione.

Alessandro di Nunzio è nato a Foggia il 26 Settembre 1984. Ha studiato e si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche di Bologna dove ha iniziato a muovere i primi passi da giornalista, curando una rassegna di incontri sulle vicende più oscure della storia repubblicana. Nel 2011 inizia a lavorare alla sua prima inchiesta sugli interessi di Comunione e Liberazione nella galassia universitaria, un lavoro che lo porterà a firmare il capitolo “il business dell’ istruzione” nel libro di Ferruccio Pinotti “La Lobby di Dio” pubblicato da Chiarelettere. Nello stesso anno collabora con Alberto Nerazzini all’inchiesta di Report “la città dei rancori”. Nel 2015 la sua prima video inchiesta “Fondi rubati all’agricoltura” , firmata con Diego Gandolfo, vince l’importante premio Roberto Morrione di giornalismo investigativo. In questo momento lavora per un’azienda bolognese e porta avanti le sue inchieste da freelance cercando di interpretare al meglio le parole di Gunter Wallraff: “Nei media di oggi, il giornalista d’inchiesta, per essere davvero libero, dovrà necessariamente avere un altro lavoro”. Il suo nuovo libro di inchiesta vedrà la luce il prossimo anno.

Diego Gandolfo è nato nel 1984 ed è originario di Favignana, isola dalla quale gli piace tanto allontanarsi solo per validi motivi.  All’Università di Bologna e all’IES di Bruxelles ha fatto il ricercatore, lavorando contemporaneamente come giornalista free-lance. Ha collaborato con La Repubblica e Il Manifesto, con Radio Città del Capo e, nel 2011, con Alberto Nerazzini alla realizzazione dell’inchiesta “La città dei rancori” andata in onda  durante la trasmissione  Report di Rai3. Nel 2008 il suo primo documentario: “Se penso a casa” (insieme a Fortuna e Pellegrino), tra i primi esperimenti di crowdfunding in Italia.  Nel 2010 ha iniziato a collaborare con la casa editrice Chiarelettere, e in particolare all’inchiesta “La Lobby di Dio” (di Ferruccio Pinotti, 2011), indagando sul potere di Comunione e Liberazione in Sicilia. Nel 2012 è stato premiato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia al concorso “Una storia da raccontare” dedicato a Mauro Rostagno. Nel 2015 vince insieme a Alessandro di Nunzio il Premio Morrione con l’inchiesta “Fondi rubati all’agricoltura”. Nel 2016 sarà la volta del suo primo libro di inchiesta, stavolta da autore. E’ tra i fondatori dell’Associazione Zabbara, roccaforte di giovani siciliani: giornalisti, architetti, musicisti, ricercatori, residenti ed emigrati, che aspirano a rendere la propria terra un luogo in cui si approda, si rimane, si costruisce, e non si riparte più. Se non per validi motivi.