I tutor della quinta edizione. Intervista a Sandro Ruotolo

I tutor della quinta edizione. Intervista a Sandro Ruotolo

Con questa intervista iniziamo la presentazione dei tutor della nuova edizione del Premio Morrione.  Sandro Ruotolo sarà il tutor di uno dei due progetti finalisti della categoria video inchiesta e attraverso le quattro domande e quattro risposte che seguono capirete perché ha accettato di ricoprire questo incarico e cosa si aspetta dai giovani under31. Ricordiamo a tutti i partecipanti che la scadenza per l’invio delle proposte è fissata per il 20 gennaio 2016.

  • Perché ha accettato il ruolo di tutor del Premio Morrione? Che cosa significa per lei?

Ho conosciuto Roberto Morrione quando era caporedattore della cronaca del Tg1 negli anni ’80. Uno straordinario cronista. Il sottoscritto lavorava nella redazione napoletana della Rai e spesso mi è capitato di realizzare servizi di cronaca per il Tg1. È stato un maestro per noi cronisti. Quando mi è stato proposto di diventare tutor del Premio Morrione non ho avuto dubbi.

  • Cosa si aspetta dal giovane under 31 che seguirà nella realizzazione della video-inchiesta? 

Mi aspetto innanzitutto curiosità e umiltà. Due doti indispensabili per chi vuole intraprendere questo mestiere. Un mestiere sempre più difficile nell’era del “giornalismo diffuso”.  Oggi la sfida si gioca tutta sulla capacità di racconto, sulla narrazione di un fatto che diventa storia.

  • Quando ha capito che la sua professione sarebbe stata quella giornalistica? 

Ho iniziato con un giornalino di quartiere e a 18 anni e mezzo ho messo piede per la prima volta in una redazione, quella de Il Manifesto. E ho capito subito che quella del giornalista sarebbe stata la mia professione. Prima pubblicista poi professionista e a 24 anni già assunto in Rai con un contratto a tempo indeterminato. 

  • Cosa consiglierebbe a chi sta in questo momento scrivendo il progetto di inchiesta per il nuovo bando?

La bravura di un giornalista sta nel prepararsi bene sull’argomento del quale vuole occuparsi dando l’impressione di scoprirlo mentre realizza la video-inchiesta o l’articolo. Luigi Pintor e’ stato uno dei più grandi giornalisti del nostro Paese e lui ci diceva sempre che la bravura di un giornalista consiste nel semplificare le cose più difficili, farsi capire dalla famosa casalinga di Voghera e dal contadino di Caltanissetta. 

Intervista a cura di Alessandra Tarquini