Inchiesta “Obiezione Vostro Onore”: intervista ai finalisti del Premio Morrione

Inchiesta “Obiezione Vostro Onore”: intervista ai finalisti del Premio Morrione

L’inchiesta “Obiezione Vostro Onore”, finalista della quarta edizione del Premio  Roberto Morrione, investiga il tema del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza nella città di Roma, verificando quanto la legge 194 trovi applicazione negli ospedali della capitale. Un tema molto sensibile e caldo e siamo certi che interesserà l’opinione pubblica.  Abbiamo intervistato i quattro autori – Claudia Torrisi, Filippo Poltronieri, Federica Delogu e Sebastian Viskanic –  per capire da dove è nata l’idea e come proseguirà il loro lavoro sul tema (guarda il trailer online). 

  • Questi 6 mesi di lavoro sull’inchiesta e questi sei mesi con il premio Morrione come sono stati?

Sono stati parecchio intensi. Abbiamo iniziato a lavorare da subito, fissando un’intervista dopo l’altra e riunendoci la sera, compatibilmente con gli altri impegni lavorativi per fare il punto sull’inchiesta. Le ultime due settimane prima della consegna sono state quasi deliranti, abbiamo praticamente convissuto trasformando una stanza nel nostro “ufficio” – con la necessaria compagnia di un ventilatore per combattere il caldo romano di luglio che non ci ha dato tregua. Mettersi d’accordo su tutto non è stato sempre semplice, ma vedere pian piano il lavoro realizzarsi ci ha dato tante soddisfazioni.

  • Perché avete scelto il tema della legge 194? 
    Marcella Sansoni, presidente della giuria del Premio, presenta l'inchiesta durante le Giornate del Giornalismo di Riccione

    Marcella Sansoni, presidente della giuria del Premio, presenta l’inchiesta durante le Giornate del Giornalismo di Riccione

Ci aveva incuriosito il dato dell’alto tasso di obiettori di coscienza a Roma. Tutti ferventi cattolici questi ginecologi? Ci siamo chiesti come questo alto numero potesse conciliarsi con un’effettiva applicazione della legge 194. Abbiamo fatto qualche chiacchierata con addetti ai lavori e ci siamo resi conto che il quadro non era per niente roseo e che, a detta di molti, non era solo una questione religiosa. La legge 194 è una legge che ha quasi 40 anni ed è figlia di lotte e rivendicazioni, ci sembrava giusto raccontare cosa stesse accadendo.

  • C’è qualche cosa dell’inchiesta che, con il senno di poi, fareste in modo diverso?

A volte ci siamo fatti distrarre da alcuni temi che spuntavano fuori dalle interviste, abbiamo provato a seguirli capendo solo dopo che stavamo allargando troppo il campo e rischiavamo di andare fuori. Poi, forse, c’è stata qualche ingenuità, ma tutto sommato il lavoro è venuto fuori così come volevamo che fosse.

  • Proseguirete il lavoro sul tema?

Sì, ci sono alcuni spunti che sono rimasti fuori dal lavoro per il Premio che secondo noi possono dare dei risvolti interessanti e vorremmo svilupparli.

  • Come è stato il rapporto con i tre tutor (Fausto Pellegrini, Giulio Vasaturo e Francesco Cavalli) che vi hanno seguito?

Con Fausto siamo stati spesso in contatto, aggiornandolo sull’andamento dell’inchiesta e ascoltando i suoi consigli. Siamo anche andati alla redazione RaiNews24 a trovarlo per confrontarci con lui. Francesco ci è stato molto utile per la parte tecnica sin dal primo giorno, quando ancora non sapevamo bene come orientarci sull’attrezzatura da prendere. La consulenza dell’avvocato Giulio Vasaturo, infine, ci ha aperto un po’ gli occhi su molte cose: particolari che consideravamo sciocchezze e che invece erano rilevanti, e problemi insormontabili che in realtà non lo erano.

  • Cosa resterà di questa esperienza con il Premio Morrione nelle vostre vite?

Ci sentiamo cresciuti dal punto di vista professionale. Abbiamo fatto tutto da soli – dalla preparazione dell’inchiesta, alle interviste, montaggio, grafiche – ed è stato un grosso impegno, ma questo ci ha consentito davvero di maturare esperienza e di vedere fin dove riuscivamo e potevamo spingerci. E poi il Premio ci ha lasciato la voglia di rimetterci subito al lavoro e portare avanti un nuovo progetto.

  • Stiamo per lanciare il prossimo bando, quello della quinta edizione, avete un messaggio per coloro che parteciperanno?

Il consiglio è quello di scegliere una storia e sfruttare questa possibilità al meglio, perché è davvero una grande occasione per chi vuole fare questo mestiere.

Intervista a cura di Alessandra Tarquini