La lezione numero uno dell’inchiesta “Bestiario Criminale”

La lezione numero uno dell’inchiesta “Bestiario Criminale”

L’inchiesta “Bestiaro criminale” sta prendendo forma. Gli autori, Eva Alberti, Susanna Combusti, Silvia Ricciardi, Federico Thoman, intendono ricostruire dimensioni e modalità del mercato illegale di flora e fauna in Italia, tracciando i principali flussi del traffico in entrata e in uscita, il ruolo della criminalità organizzata, verificando se lo Stato italiano cerchi di contrastare il fenomeno oppure se abbia già alzato bandiera bianca. Pubblichiamo oggi la prima pagina del diario della loro esperienza di giornalismo d’inchiesta con il Premio Roberto Morrione.

LEZIONE NUMERO UNO

Chi fa inchieste è un po’ come un chirurgo.

Inevitabile il peso della responsabilità.

Servono tecnica e tenacia per potercela fare.

Tenere la mano ferma (specie quando si gira).

Il lavoro d’équipe è fondamentale: dalla più piccola alla più impegnativa delle mansioni.

Senza metodo e costanza si rischia davvero grosso.

La pazienza, inutile dirlo, è la migliore alleata.

E soprattutto: mai farsi prendere dal panico.

DUBBI AMLETICI

Flora o fauna? Animali vivi o prodotti derivati? In questa prima fase si è trattato prima di tutto di tracciare il perimetro da scandagliare. Di dubbi ne abbiamo avuti parecchi. Dalle questioni tecniche (“una camera? due? e l’inquadratura?”) al metodo di lavoro (“Sentiamo prima le fonti istituzionali o quelle secondarie?”). La cosa più tosta è mantenere un ritmo costante.E incassare gli inevitabili buchi nell’acqua continuando a nuotare.

Ci hanno accompagnato: una lista chilometrica di contatti da scremare, scelta degli strumenti tecnici, riti bizantini prima di avere un’autorizzazione per un’intervista, farraginosità varie, letture di report impietosamente prolissi… Senza trascurare l’aspetto psicologico: momenti di esaltazione alternati a fasi di inconsolabile sconforto hanno spesso animato le discussioni di gruppo. Ma ogni volta che c’è stato un confronto, anche acceso, è cresciuta in noi la consapevolezza che l’armonia di un gruppo nasce anche dalle piccole dissonanze. La fiducia, insomma, non è (quasi) mai mancata!

“Mettere ordine nel caos: magari partendo dalla scrivania...”

“Mettere ordine nel caos: magari partendo dalla scrivania…”

Mettere ordine nel caos

Poi sono arrivati gli incontri illuminanti. Quelli che ci hanno indicato la via, il contatto giusto, il sito dove cercare o l’articolo da non perdersi per capirne un po’ di più. Per scavare sotto la superficie. Farsi le domande giuste. Iniziare a scorgere un senso in quel magma fatto di nomi, numeri e informazioni di vario genere. In poche parole: mettere ordine nel caos.

Gli sbobinatori

“L’amanuense del XXI secolo: lo sbobinatore”

“L’amanuense del XXI secolo: lo sbobinatore”

Ne sono uscite diverse interviste in giro per l’Italia. Da Milano a Roma, da Verona a Trieste. Ognuna ci ha portato un po’ di conoscenza in più, nuovi tasselli da sistemare, risposte che hanno generato a loro volta nuove domande. Ma, soprattutto, ore e ore di girato. Un vortice di parole e immagini da incanalare nella direzione giusta.

Si è rivelato così utile il primo grande consiglio operativo della nostra tutor, Anna Migotto: scalettare bene, scalettare subito. Accorgimento indispensabile, per non trovarsi alla fine con venti ore di video da montare senza sapere dove mettere le mani. Ecco allora istituita la figura del paziente amanuense del 21esimo secolo: lo sbobinatore. Perché sì, un’inchiesta è fatta di momenti alti e nobili, ma tocca anche il lavoro umile. E più passa il tempo, più ci stiamo rendendo conto di come senza questo tutto il nostro progetto sarebbe infinitamente peggiore.

Eva Alberti, Susanna Combusti, Silvia Ricciardi, Federico Thoman

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