Le altre case di Bologna: l’inchiesta ha inizio

Le altre case di Bologna: l’inchiesta ha inizio

Le inchieste finaliste della quinta edizione del nostro premio stanno prendendo forma e anche quest’anno gli autori terranno un diario mensile nel nostro sito. Sfogliamo la prima pagina dell’edizione 2016 del webdoc “Le altre case di Bologna” di Sara del Dot, Sara Stradiotti, Stefania Pianu dedicata all’emergenza abitativa del capoluogo romagnolo. Tutor dell’inchiesta é Valerio Cataldi.

La prima pagina del diario di un viaggio attraverso “le altre case di Bologna” concretamente ci accompagna nella complicata attività dell’iniziale raccolta del materiale, ma noi crediamo andrebbe definita come una nostra personale riscoperta dell’essere umano.

L’essere umano che abbiamo incontrato, infatti, a volte ci parla, altre invece sta in silenzio. A volte ci guarda, nota la telecamera e chiede chi siamo, altre volte davvero non gli interessa. A volte parla la nostra lingua, altre fa fatica ad esprimere i propri pensieri.

Sara Stradiotti e Stefania Pianu a lavoro

Sara Stradiotti e Stefania Pianu a lavoro

La cosa certa è che, per l’essere umano che abbiamo incontrato e che tuttora cammina davanti ai nostri occhi, a volte tornare a casa non è così semplice come lo è per noi.

In questo primo tratto del nostro percorso la priorità è stata innanzitutto quella di comprendere i nostri limiti personali e, conseguentemente, cercare aiuto. Non sapevamo usare la telecamera, non riuscivamo a organizzare bene le cose da fare e da dire. Chiedere, sì, ma cosa? Non è sempre facile trovare le parole giuste, osservare volti così fragili che racchiudono anime così forti, e rompere il muro della diffidenza nei confronti di tre sconosciute che non la smettono di fare domande.

Sara Del Dot  alle prese con le interviste

Sara Del Dot alle prese con le interviste

Finora abbiamo raccolto tante parole, e visto tante cose che non  pensavamo esistessero e accadessero quotidianamente a pochi metri da noi. Abbiamo imparato che, mentre si cammina, lo sguardo non deve puntare per forza avanti, ma a volte può anche rivolgersi in profondità. Abbiamo incontrato ragazzi della nostra età e anche più giovani che, senza chiedere nulla in cambio, trascorrono il loro tempo a dare aiuto a persone che sono grate di riceverlo, questo aiuto.

Forse una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato in questa prima parte del nostro viaggio, prima ancora della corretta inquadratura, prima ancora dell’estenuante ricerca di dati, fonti e informazioni, è che  bisogna dare fiducia per poterne ricevere, e non basta un calcio ben assestato per aprire una porta, a volte è necessaria una spinta delicata che consenta a chi sta dentro di guardare fuori e scegliere se rimanere oppure uscire.

Stefania Pianu, Sara Stradiotti, Sara Del Dot

finaliste della quinta edizione del premio Morrione