“Miniere di Stato”: arriva un’interrogazione parlamentare

“Miniere di Stato”: arriva un’interrogazione parlamentare

Ancora uno strascico, stavolta istituzionale, dell’inchiesta “Miniere di Stato”, finalista nel 2012 della prima edizione del Premio Roberto Morrione. L’inchiesta, realizzata da Rosario Sardella e Saul Caia, indagava sull’uso illecito di alcune miniere siciliane come siti per lo smaltimento di rifiuti tossici, con conseguenze anche pesantissime sulla salute delle popolazioni circostanti.

Arriva così, a firma della parlamentare Azzurra Cancelleri – eletta con il M5S – al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare un’interrogazione parlamentare, il cui iter è ancora in corso.

Ecco il testo dell’interrogazione (Link al sito della Camera dei Deputati 8 agosto 2013):

Per sapere – premesso che:

Stando alle notizie pervenute, attraverso la lettura delle pagine online «il fatto nisseno», «avvenire» dal convegno «Miniere: problema o risorsa», emergerebbe che per gli abitanti dell’area aumenta il rischio di ammalarsi di tumore: almeno 9 decessi su 19 nell’ultimo anno a Serradifalco sono dovuti a malattie tumorali e neuro-linfatiche degenerative;
come hanno rivelato due giovani reporter siciliani, Rosario Sardella e Saul Caia, nella video-inchiesta «Miniere di Stato», si evince che la documentazione degli enti ambientali incaricati di verificare l’eventuale presenza di radioattività, contiene affermazioni ambigue, il livello di radiazioni esterno alla miniera di Pasquasia, dunque in superficie, viene «verosimilmente» attribuito al tipo di potassio presente nel sottosuolo;
un tempo fonte di ricchezza per l’isola, dagli anni ’90 considerate il punto nevralgico per lo smaltimento illecito di rifiuti, anche radioattivi, «impossibile dire con precisione che tipo di rifiuti — spiega Caia, giornalista freelance siracusano ma residente a Catania — nonostante i racconti passino di bocca in bocca tra gli abitanti, nessuno è mai andato effettivamente a controllare»;
sulla questione, le procure di Palermo e Caltagirone hanno aperto delle inchieste, «L’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) ammette di aver rilevato un alto tasso radioattività nelle zone, ma di non essere riuscita a capire se derivi dal potassio presente o da qualcosa che c’è sotto il terreno»;
nessuno, però, ha svolto indagini sui corsi d’acqua e i terreni agricoli, quelle stesse radiazioni, così come sono in grado di scalare la miniera dall’interno, emergendo in superficie in quantità limitata rispetto all’energia originaria, possono spargersi ancora più in profondità, infiltrandosi nei corsi d’acqua e dunque nel ciclo vitale – : 

per quanto di sua competenza, il Governo intenda mettere in atto delle indagini circa l’uso della miniera, se non ritenga opportuno predisporre controlli approfonditi sulle condizioni delle falde acquifere.