Global warming Made in Italy: realizziamo questo reportage!

Global warming Made in Italy: realizziamo questo reportage!

Global warming Made in Italy è un progetto di reportage di Francesco De Augustinis, vincitore della prima edizione del Premio Roberto Morrione. Il progetto prende di petto il legame sottovalutato tra alcune tra le più importanti e rappresentative produzioni italiane e il riscaldamento globale. Per raccogliere il budget di 8mila euro necessario alla sua realizzazione è in corso una raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni Dal Basso e per partecipare basta cliccare qui.

A progetto ultimato, il materiale sarà organizzato in maniera strutturata, confluendo su un reportage televisivo (25′), per cercare di raggiungere il grande pubblico in Italia e all’estero, e infine su una versione documentario, con minutaggio superiore ai 60′, per la distribuzione online e in DVD, tra festival e circuiti dedicati.

Un tema sottovalutato

Quello del global warming è il più importante tema con cui siamo chiamati a confrontarci nella nostra epoca. Ad esso sono legati più o meno direttamente le altre principali questioni dei nostri giorni, come la sicurezza alimentare, l’accesso all’acqua e alla terra, i movimenti migratori, e direttamente o indirettamente persino i conflitti armati.

L’agenzia metereologica delle Nazioni Unite (WMO) ha lanciato l’allarme per l’ennesima volta: il 2015 è stato “un anno record per il riscaldamento dell’atmosfera”, ma anche per “il livello medio di CO2 nell’atmosfera”. Come a dire: il riscaldamento del pianeta è già realtà, ma continuano ad aumentare le emissioni. E infatti il tema non gode di adeguata attenzione, in modo particolare in Italia. Questo perché il Paese sottovaluta il fenomeno, ma soprattutto tende a ignorare le proprie responsabilità nel determinarne le cause.

Questa è una storia da raccontare. Non per puntare il dito contro qualcuno o qualcosa, non per colpire dei marchi o delle filiere, né tantomeno per minare la credibilità di un sistema di produzione. È una storia da raccontare perché ognuno ha il diritto di fare delle scelte consapevoli: che sia un consumatore tra gli scaffali del supermercato, in un negozio o in un mobilificio, oppure anche un produttore che voglia capire e poter misurare la reale impronta della propria attività.

Un diritto tanto più importante, visto che parliamo di un tema così vitale come il riscaldamento del pianeta, che riguarda la nostra generazione e quella che ci seguirà. Un diritto da difendere, visto che parliamo di un tema spesso trascurato.

Il diritto di conoscere, che riguarda direttamente la nostra libertà di fare delle scelte consapevoli.

Perché un crowdfunding?

Questo progetto parte da un lavoro di ricerca durato mesi, svolto per portare alla luce i dati sul reale impatto dell’Italia su deforestazione e riscaldamento del pianeta. Altri mesi serviranno per verificare, vedere, mostrare, raccontare questa storia. Allo stesso tempo questo progetto può funzionare solo se gode di totale indipendenza. Nessuna Ong, nessun privato, nessuna istituzione può finanziare un simile progetto, che deve essere libero da idee preconcette, libero potenzialmente di mettere in discussione l’operato o la visione di chiunque.

Per questo gli unici a commissionarlo possono essere:

i media, cui sono destinati alcuni dei prodotti realizzati (video per l’online, reportage tv, articoli per giornali e testate online), che sostengono il progetto investendo sui contenuti man mano che vengono prodotti, proposti, commissionati o pubblicati;

il pubblico, unico vero destinatario di tutti i contenuti, che può decidere di sostenere questa ricerca già nella fase di realizzazione, permettendole di vedere la luce nel più completo dei modi.

Questo progetto mette in relazione dei mondi che in genere si “parlano poco”: ambiente, agricoltura, globalizzazione, sicurezza alimentare, utilizzo della terra e delle risorse. Uno dei suoi punti di forza è proprio quello di approcciare la questione climatica dal punto di vista della produzione alimentare e di altre produzioni collegate all’agricoltura.

Che distribuzione avrà il progetto?

L’obbiettivo ultimo di questo progetto è creare informazione e consapevolezza intorno ai temi che affronta. Per questo la strategia di distribuzione mira a raggiungere un pubblico più vasto possibile: il progetto video non ha un singolo output, ma sarà declinato in diversi formati. Man mano che andrà avanti il lavoro di ricerca e realizzazione saranno pubblicate clip, articoli o estratti su dei singoli argomenti legati al macrotema del progetto (ad esempio il servizio sulla Bresaola della Valtellina). Materiale che uscirà nell’arco di alcuni mesi, prima di tutto su delle testate online e poi sui canali social.

Al progetto è dedicato il sito internet www.globalwarmingmadeinitaly.net, per aggregare tutti i contenuti pubblicati, arricchendoli di materiali extra, dati e approfondimenti.