

Alla fine hanno vinto Andrea Tornago, Davide Gangale e Silvia Sciorilli Borrelli, tre praticanti della Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano, che hanno raccontato con ostinato amore di verità e talento giornalistico la storia oscura del gruppo d’investigazione ambientale della Guardia Forestale di Brescia, capace di gettare nuova luce su uno dei tanti aspetti nebulosi e controversi della nostra storia recente: il traffico dei rifiuti tossici. La loro inchiesta ha anche il merito di aver ricordato la figura di Natale De Grazia, il Capitano di corvetta che – dalla Calabria – condusse magistrati e investigatori sulle tracce di uno dei tanti scandali repubblicani, rimettendoci persino la vita in circostanze rimaste più che oscure.
Dunque è stata “La Forestale dei veleni” a salire sul gradino più alto del podio nella seconda edizione del Premio Roberto Morrione: agli autori va l’assegno di tremila euro e il diritto a un passaggio televisivo su Rainews24.
Seconda classificata, duemila euro di riconoscimento economico, “Non chiamateli mostri” di Antonella Graziani, Valentina Valente e Michele Vollaro, che hanno indagato sul traffico di esseri umani mutilati, disabili e miseri che porta frotte di disperati alla schiavitù dell’elemosina dalla Romania alle strade d’Italia.
Infine: medaglia di bronzo a “Che fine ha fatto la roba dei boss?” di Giuseppe Pipitone e Silvia Bellotti, indagine sul controverso capitolo giudiziario che la gestione dei beni sequestrati alle mafie continua a costituire.
Il video della premiazione




