Nonostante tutto. Il messaggio di don Luigi Ciotti

“Nonostante tutto” è un titolo che sarebbe piaciuto molto al mio amico Roberto Morrione, persona animata da una sana testardaggine nel perseguire coraggiosi progetti di vita e di lavoro.

“Nonostante” significa “non mi fermo”. Significa andare Avanti malgrado gli ostacoli, le fatiche e gli impedimenti. Non però avanzare a testa bassa, certi di avere ragione, ma sempre guardandosi intorno, interrogandosi e dialogando con le persone, pronti a lasciarsi sorprendere da una realtà in continuo mutamento e da punti di vista inediti. Quel “nonostante” credo sia lo spirito del giornalismo più autentico: una professione per appassionati cercatori di verità, che sopravvive anche grazie a chi investe sulla formazione dei giovani, proprio come fa da anni il premio intitolato a Roberto. Ma è su quel “tutto” che dobbiamo sentirci responsabili… tutti.

Il giornalismo d’inchiesta rende un servizio prezioso alla società, che è chiamata dunque a tutelarlo e promuoverlo. Perché se è vero che “il giornalismo non muore”, muoiono però ancora troppi giornalisti al giorno d’oggi, nei contesti di guerra, di criminalità organizzata, di corruzione pubblica e dittatura. Altri non muoiono ma vengono imbavagliati, minacciati, resi inoffensivi attraverso sanzioni onerose che li obbligano al silenzio.Ovunque l’indipendenza dell’informazione è messa in crisi, non soltanto dai poteri illegali ma anche da quelli legali che temono di vedere smascherati abusi, inadempienze e il tradimento del proprio ruolo. Senza contare la fragilità

economica del settore editoriale, colpa anche di cittadini che non hanno più voglia di informarsi seriamente e si accontentano di notizie “un tanto al chilo”, non verificate e possibilmente gratuite.

Ecco il “tutto” problematico dentro il quale si fanno coraggiosamente strada le nuove leve di un giornalismo che non rinuncia all’etica, alla passione, al rigore, all’amore per le storie che racconta e per le persone che le vivono. Di questo giornalismo dobbiamo sentirci tutti difensori e promotori.

Don Luigi Ciotti

Presidente Libera e Gruppo Abele