
La mostra con le foto di Andy Rocchelli, fotoreporter ucciso in Donbass nel 2014, é visitabile dal 25 ottobre fino al 23 novembre negli spazi della libreria Binaria del Gruppo Abele a Torino.
Una selezione di 24 scatti scelti dai reportage realizzati da Andy Rocchelli in Afghanistan, Caucaso e in Ucraina. L’occhio attento e libero di Andy mette al centro le vite delle persone travolte dai conflitti. Con uno sguardo laterale e unico, Rocchelli sapeva avvicinarsi con sensibilità e rispetto alle storie che aveva di fronte.
La mostra è arricchita da un video sulla vita del fotografo realizzato da Arianna Arcara del collettivo Cesura. Andrea (Andy) Rocchelli (1983 – 2014) è stato un fotoreporter freelance, membro e fondatore del collettivo indipendente di fotografi Cesura. Ha lavorato per otto anni, documentando l’Europa dell’Est, la primavera araba in Libia e Tunisia, le violazioni dei diritti umani in Kirghizistan e Inguscezia. In Italia si è occupato di velinismo e del rapporto tra migranti e criminalità organizzata. L’Europa orientale e la Russia sono state per lui aree di spiccato interesse. È stato ucciso insieme al suo collega e attivista per i diritti umani Andrej Mironov il 24 Maggio 2014 ad Andreyevka, nelle vicinanze della città di Sloviansk, Ucraina orientale, mentre documentava le condizioni dei civili intrappolati nel conflitto nel Donbass. La magistratura italiana ha attribuito la responsabilità del duplice omicidio alle forze armate ucraine. Nel 2015 “Russian Interiors”, il suo primo libro fotografico, pubblicato postumo da Cesura, è stato premiato con il World Press Photo, sezione Portraits, Stories.
Mostra a cura di Cesura e ass. Amici di Roberto Morrione in collaborazione con la famiglia di Andrea Rocchelli, Otto per mille della Chiesa Valdese, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Gruppo Abele, Libera, Binaria, Articolo 21, FNSI, UsigRai, IND, Ordine dei Giornalisti Nazionale, Odg Piemonte, Ass. Stampa Subalpina
L’inaugurazione è avvenuta il 25 ottobre, nell’evento organizzato in collaborazione con Articolo 21 e il collettivo Cesura_ di cui Andy era membro e co-fondatore e in presenza dei genitori Elisa Signori e Rino Rocchelli e Arianna Arcara , membro anche lei di Cesura, dopo l’incontro di approfondimento alla Fabbrica delle “e” , organizzato in collaborazione con Articolo 21, “Il giornalismo che non muore. Andy Rocchelli 2014-2024” con Arianna Arcara, collettivo Cesura, Alessandra Ballerini, avvocata specializzata in diritti umani e immigrazione, Carlo Bartoli, Presidente Consiglio Ordine nazionale dei Giornalisti, Giuseppe Giulietti, coordinatore Articolo 21 e presidente giuria Premio Morrione, Riccardo Noury, portavoce Amnesty International Italia, Elisa Signori e Rino Rocchelli, genitori di Andy Rocchelli. Conduce Davide Mattiello, Articolo 21 Piemonte.
A seguire, alle 18.30, l’inaugurazione della mostra “Il valore della Testimonianza” con le foto di Andy Rocchelli.
Una mostra dal titolo “Il valore della testimonianza” e che prova, accompagnata da un video di approfondimento, a trasmettere il senso e l’importanza di testimoniare, attraverso la sensibilità dell’obiettivo della camera di Andy.
La mostra è ad accesso libero e gratuito ed è ospitata al piano superiore degli spazi della Libreria Binaria, all’interno della Fabbrica delle “e” (Via Sestriere 34, Torino)
“Un messaggio soprattutto ai giovani: bisogna scavare, bisogna andare nella profondità per provare a creare dei contenuti che abbiano senso di esistere” (Arianna Arcara)
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