
Nata nel 1997 nell’entroterra pugliese, Dora Farina ha origini calabresi. Capisce di voler fare la giornalista all’età di 7 anni, quando le viene data una calcolatrice e lei comincia ad usarla come se fosse una macchina da scrivere. Da allora non ha mai smesso di occuparsi di diritti umani, denunciando i pochi gelati che le venivano permessi. Durante gli anni del liceo ha collaborato con alcune realtà giornalistiche locali, occupandosi di cronaca nazionale, meridionalismo e discriminazioni. Nel 2022 si è iscritta all’Albo dei Giornalisti. Studentessa in giurisprudenza, ha conseguito un executive master in giornalismo con la Rcs Academy, presentando un’inchiesta sui discorsi d’odio diffusi dall’intelligenza artificiale. Su questo tema ha poi realizzato il podcast “Bias”, prodotto da Hate Trackers e co-finanziato dall’Ue. Dopo uno stage nella redazione centrale del Corriere della Sera, ha continuato a collaborare con loro scrivendo di femminismi e diritti dei minori. Rientrata in Puglia si è dedicata al territorio con un’inchiesta sulla cozza tarantina e sui fondi europei destinati al Mar Piccolo, grazie al progetto AwareEU di Ondata e Info.nodes. Ha partecipato alla prima edizione della PRM Academy, dove ha conosciuto Marianna Donadio e insieme sono due delle finaliste del Premio Morrione 2025. Da quattro anni è responsabile della Task Force Hate Speech della sezione italiana di Amnesty International e questo le ha permesso di comprendere meglio le conseguenze di una comunicazione giornalistica stereotipata. Da alcuni anni fa formazione sull’hate speech online e sulle discriminazioni linguistiche di genere.


