L’inchiesta come un puzzle. Primo tassello le informazioni. Diario de* finalist* Castellini e Garbin

di Marco Castellini e Chiara Garbin

Il tempo sembra poco e il lavoro sempre di più. Ogni giorno indaghiamo, scoprendo qualcosa che sembra portarci sempre più vicini alla meta. Mettendo insieme i pezzi con pazienza, abbiamo iniziato a comporre il nostro puzzle. Non è facile. Gli impegni che abbiamo sono tanti e incastrare gli orari a volte è complicato. Gli incontri a distanza con il nostro tutor, o semplicemente tra di noi, sono diventati una costante e stare svegli fino a tarda notte, nel tentativo di districare la matassa, è ormai un’abitudine.

Abbiamo dedicato questi mesi soprattutto al lavoro di raccolta di informazioni: ore intere passate alla ricerca di documenti d’archivio, articoli online, libri e altro materiale che possa aiutarci a capire fino in fondo il tema a cui abbiamo deciso di dedicare la nostra inchiesta. Dopo il lavoro di raccolta, siamo passati alla catalogazione del materiale: appunti, post-it, cartelle, sottocartelle e segnalibri si sono trasformati in beni di prima necessità.

Ma il lavoro di documentazione non si è limitato a questo. Ci siamo spostati in luoghi diversi per poter capire meglio il contesto in cui ci stiamo muovendo: le sue voci, i suoi suoni, i suoi rumors. Nei vari contesti abbiamo studiato gli ambienti, ma non solo. Abbiamo stabilito contatti, incontrato persone diverse e abbiamo parlato con loro, scoprendo ogni giorno qualcosa in più. Non è stato semplice rintracciarle e, a volte, convincerle a collaborare è stata un’impresa anche più ardua. Ma perseveranza e determinazione non ci mancano. Del resto, è solo l’inizio.