La fase delle interviste “scomode”. Diario di El Sadi, Ismail, Morgante

di Jamil El Sadi, Dalia IsmailDario Morgante
finalist3 categoria video inchiesta

In queste settimane il lavoro ha preso una direzione più complessa e, per certi versi, più tesa: abbiamo iniziato a contattare e intervistare persone con cui non condividiamo lo stesso punto di vista, entrando così in un terreno più delicato, ma che crea l’inchiesta.

La fase delle interviste “scomode” ha segnato un passaggio importante del nostro percorso. Ci siamo trovati a confrontarci direttamente con prospettive molto diverse dalle nostre, e questo ha portato con sé un misto di tensione e responsabilità: da un lato la paura di non riuscire a ottenere le interviste, dall’altro la necessità di mantenere metodo nel racconto. In parallelo, il lavoro di raccolta continua ad ampliarsi.

Facciamo le chiamate tra noi con chi si occupa della parte video e montaggio, la prospettiva delle prossime trasferte, in cui andremo ad osservare un altro contesto per provare che c’è uno schema ricorrente.

Le interviste più complesse hanno richiesto coordinamento continuo: call tra di noi, organizzazione delle riprese, divisione dei ruoli, gestione dei tempi. In alcuni momenti la tensione è stata alta, soprattutto in vista di confronti che sapevamo sarebbero stati difficili. Arrivare a questo punto dell’inchiesta significa anche questo: reggere il confronto senza evitarlo, e portare a casa comunque le voci che cercavamo. È una fase che ci ha messo alla prova, ma che allo stesso tempo ci ha permesso di entrare più a fondo nel nucleo della ricerca e di provare a noi stessi che possiamo uscire dalla confort zone.