Telecamere e cavalletti in spalla. Diario di Montelione, Muraglie, Scannavacca

di Isaia Montelione, Enrica Muraglie, Federica Scannavacca
team finalista categoria video inchiesta

Abbiamo capito che gli autobus a Taranto si prendono solo quando decidono loro di fermarsi”. Lo ha detto Isaia una mattina di sole lunga trenta minuti di camminata, lo abbiamo appuntato sulle note del cellulare, chissà perché quella frase ci è risuonata così tanto in questo mese.

Anche le parole hanno bisogno del loro tempo per essere pronunciate. Alcune sono ancora timide, le fonti si fidano ma non è ancora il momento di svelare quel dettaglio, di affidarci quell’informazione. 

Telecamere e cavalletti in spalla, l’estate è arrivata insieme al tempo delle partenze, Puglia e Sicilia. Il lavoro e il precariato, le coincidenze dei treni, luoghi di questo paese dimenticati da tutti e su cui si vorrebbero calare dall’alto le “grandi opere” che di grande non hanno niente e che non risolvono nulla. Rimanendo fedeli a noi stessi, abbiamo continuato a domandarci, viaggio dopo viaggio, intervista dopo intervista, perché raccontare questa storia è importante. Cosa vogliamo cambiare, quale angolo sentiamo l’urgenza di illuminare. A ogni intervista siamo tornati a casa con più domande che risposte. Ci dicono che va bene così, che allora siamo sulla strada giusta. E a noi sembra sempre troppo poco, ci sembra di dover scavare di più. Allora un’altra visura, allora un altro testimone, allora telefoniamo anche al collega di, all’amico di. È così complicato farsi le domande giuste. Ancora di più, capire se le risposte sono sufficienti, tenendo a mente che non bisogna mai fermarsi alla prima verità, alla prima versione dei fatti, ci insegna Alessandro Leogrande. 

Ora, il tempo della raccolta: mettere insieme le informazioni, scrivere una scaletta del pre-montaggio, chiederci che cosa manca, dove non abbiamo guardato, chi non abbiamo ascoltato. E rimetterci in viaggio, zaino in spalla, orecchie tese.