
Nella squadra dei tutor di quest’anno c’è Roberto Persia, giornalista di Report e già vincitore nel 2018 del Premio Roberto Morrione con l’inchiesta “Doppia Ipocrisia” realizzata insieme a Madi Ferrucci e Flavia Grossi, inchiesta che ha ricevuto anche la Colomba d’oro per la Pace nel 2019. Per Report Rai3 ha realizzato inchieste sul crimine organizzato e finanza.
Roberto Persia seguirà la squadra finalista composta da Isaia Montelione, Enrica Muraglie, Federica Scannavacca.
- Da vincitore a tutor del Premio Morrione. Perché hai accettato il ruolo di tutor del Premio Morrione e che cosa significa per te?
Ho accettato il ruolo di tutor del Premio Morrione perché credo profondamente nell’importanza di sostenere il giornalismo investigativo, soprattutto tra le nuove generazioni. Oggi c’è sempre più bisogno di giornalisti capaci di mantenere uno sguardo critico sul potere, in tutte le sue forme. Essere tutor, per me, significa restituire parte di ciò che ho ricevuto, accompagnando giovani colleghi in un percorso complesso ma fondamentale per la qualità della democrazia.
- Cosa ti aspetti dagli under 30 che seguirai nella realizzazione dell’inchiesta?
Mi aspetto curiosità, rigore e coraggio. Gli under 30 che seguirò hanno davanti a sé una grande opportunità: quella di raccontare storie rilevanti con uno sguardo nuovo. Spero che sappiano mettersi in discussione, lavorare con metodo e non accontentarsi delle versioni ufficiali, ma andare sempre un passo oltre. - Quale consiglio su tutti ti senti di dare agli under 30 arrivati in finale, ora alle prese con il progetto di inchiesta?
Il consiglio principale che mi sento di dare è di avere il coraggio di seguire il proprio istinto. Affrontare temi difficili, mettere in discussione ogni forma di potere che incontreranno lungo il percorso, è proprio così che nasce il vero giornalismo. - Quando hai capito che il giornalismo sarebbe stato il suo mestiere?
Ne avevo bisogno per potere esprimere il mio punto di vista sulle cose. Non è stata “vocazione improvvisa”, ma una necessità. Poi, naturalmente, l’esperienza sul campo ha rafforzato quella scelta giorno dopo giorno. - C’è un’inchiesta che consideri un esempio da seguire? Se si, quale e perché?
Ci sono molte inchieste che rappresentano esempi importanti. Più che una singola, penso a tutte quelle che riescono a coniugare profondità, accuratezza e impatto pubblico. Le migliori inchieste sono quelle che non si limitano a raccontare, ma contribuiscono a cambiare qualcosa, portando alla luce ciò che qualcuno avrebbe voluto restasse nascosto. - Che libro consiglieresti di leggere a chi vuole fare del giornalismo il proprio mestiere, il proprio futuro?
Il tallone di ferro, Jack London





