Essere testimoni della Storia e riportarla il più onestamente possibile. Diario di Montelione, Muraglie, Scannavacca

di Isaia Montelione, Enrica Muraglie, Federica Scannavacca
team finalista categoria video inchiesta

«Abbiamo tutte le risposte?». «Chiedi se può farci un esempio di… ». «CIAK!». «Due o tre camere?». «Tu fai l’autrice e io l’inviata? No, aspetta, reset: non lavoriamo in tv, facciamo le giornaliste e basta». «Cancella tutta la scaletta, è troppo lunga». «La “ciccia” dov’è?». «Non ho capito, me lo rispieghi? Che vuol dire “croppare”?». «Non mi convince, sentiamo cosa ne pensa Francesco Cavalli».

Una finestra su questo primo mese, il tempo delle domande e dei dubbi.
Dei primi passi e delle frustrazioni, del non capire, del domandarsi cos’è questo mestiere per noi, a chi ci stiamo rivolgendo, cosa è davvero importante. Un mese lunghissimo e cortissimo insieme, quello delle talpe che scavano tra visure, nomi e cognomi, documenti, video. Il mese della sveglia alle 6 e del sentirsi sempre in ritardo su tutto, per poi non esserlo mai. Del domandarsi se ne vale la pena, di fare quel nome, di assumersi quel rischio. Poi il nostro faro: «Io immagino che il giornalismo sia questo, o almeno dovrebbe essere questo: osservare ed essere testimoni della Storia e poi, malgrado i pericoli, i limiti e le nostre umane imperfezioni, riportarla il più onestamente possibile». E con Robert Fisk nella testa e nello zaino andiamo avanti, leggiamo una pagina ancora e prepariamo le valigie per Taranto.