Da un foglio strappato all’idea giusta. Diario di Gianfranceschi e Palla

di Novella Gianfranceschi e Niccolò Palla
vincitor* della seconda edizione del Premio Riccardo Laganà

Alcuni progetti, come questo, nascono da idee abbozzate su pezzi di carta strappata da un’agenda, durante una telefonata. Bastano poi un paio di chiacchierate esplorative, un caffè al bar e un pizzico di istinto per mettere a terra l’idea giusta. È il giorno zero di questa avventura iniziata anni fa, con il sogno di andare fino in fondo.

E ora ci siamo dentro. Abbiamo mosso i primi passi tra interviste e sguardi che si aprono lentamente. Parole che, con discrezione, iniziano a scavare negli angoli più nascosti di una realtà strumentalizzata, dolorosa. Non possiamo ancora raccontare il cuore di questa inchiesta, ma possiamo dire ciò che sentiamo: ogni risposta ci sta cambiando.

C’è un momento, all’inizio di ogni indagine, in cui ti rendi conto che il lavoro che stai facendo non è solo ricerca. È ascolto. È fiducia. È accettare che le storie che andrai a raccogliere ti seguiranno a casa, nella testa e nello stomaco. Alcune resteranno silenziose per giorni, poi torneranno a bussare nei momenti più inattesi. Ed è giusto così. Perché fare un’inchiesta non è solo analizzare, incrociare dati o smascherare. È imparare a restituire valore ai luoghi e alle persone, anche quelle più lontane da te — geograficamente o emotivamente.

Andremo a cercare verità dove sembra non esserci più nulla da scoprire, raccoglieremo dettagli, gesti, parole, silenzi. Sarà un viaggio, non solo fisico, ma anche interiore. Lontano dai riflettori, dai luoghi in cui di solito si cerca la notizia. Perché a volte, per vedere davvero, bisogna spostarsi di lato.

Ci sono chilometri da percorrere, finestre da aprire e tante, tantissime domande da fare. Ma soprattutto, c’è la responsabilità di raccontare. Di fare rumore. Perché ogni luogo che attraverseremo ci restituirà qualcosa che chiederà di uscire allo scoperto.

Questa è una strada fatta di dubbi, tentativi, deviazioni. Ma è anche un cammino di senso. E noi abbiamo deciso di intraprenderlo. Fino in fondo.