Le battute finali di un’inchiesta. Diario della finalista Petrella

di Beatrice Petrella, finalista categoria radio-podcast d’inchiesta 

L’inchiesta è alle battute finali. Il materiale è stato raccolto, adesso bisogna solo registrare e montare. Ma niente di serio. Passando in rassegna tutto il materiale che ho trovato in questi mesi, penso a quando quest’inchiesta era solo un’idea. Una possibilità ancora inesplorata. Poi è diventata una proposta e poi un premontato.

Ne ha fatta di strada. E io ne ho fatta con lei. Le interviste fissate, le chiamate senza risposta, i treni presi, le notti a scrivere. Tutto per arrivare a questo momento. Adesso l’inchiesta è qui, sta per arrivare finalmente a chi la ascolterà. Sta per mettere insieme un nuovo pezzo di realtà. Quando stavo scrivendo la prima pagina di diario non sapevo ancora che forma avrebbe avuto alla fine. Avevo un’idea, ma sappiamo tutti che l’idea iniziale e quella finale non sempre si somigliano come avremmo voluto.

Immagino la reazione degli ascoltatori mentre metto a punto l’incipit, mentre lo rileggo per l’ennesima volta. Voglio essere sicura di usare le parole giuste, non voglio lasciare niente al caso. Mentre ascolto il montaggio lo so: è così che doveva essere, fin dal primo momento. Scrivo questo diario dal treno che da Milano mi riporta a Roma, dopo tre giorni di montaggio, con poche ore di sonno, delle occhiaie importanti e la certezza che ci sono poche cose soddisfacenti come vedere la propria idea prendere forma. Dormirò poi, lo dico sempre. Nel frattempo, guardo il paesaggio che corre dal finestrino. È stato un bel viaggio. Ci vediamo a Torino!