Le domande chiedono risposte. Diario di Sclippa e Valenti, Premio Laganà 2026

di Natalie Sclippa e Paolo Valenti
Vincitor3 Premio Riccardo Laganà 2026

Ci sono ferite che si rimarginano in centinaia, migliaia di anni. Alle volte rimangono aperte per sempre. Sono quelle inferte alla natura, che pensiamo spettatrice passiva e impassibile degli interessi umani. La storia che vi racconteremo è fatta di protagonisti e comparse, di documenti nascosti e di procedure veloci, in nome di una fretta che ha crepato l’ambiente.

Le persone che stiamo incontrando aggiungono tasselli alle carte che abbiamo trovato. Lo studio di centinaia di pagine diventa domanda, le domande chiedono risposte. Perché ricostruire ciò che accade non può essere solo affidato ai libri di storia, alle ricostruzioni lontane nel tempo. Ha bisogno, invece, di tempi che aiutino ad accertare responsabilità, pretendendo giustizia.
Proviamo a fare ordine per restituire la complessità: per questo ci stiamo sporcando le mani e consumando le scarpe, per scoprire cosa è successo davvero negli angoli ciechi del nostro presente. 

Il suono avrà un compito particolare nella nostra inchiesta: sarà il collante percettivo, un accompagnatore che farà prendere posto alle scene, senza dire l’ultima parola, perché possa rimanere del pubblico.
Il nostro desiderio è restituire un quadro più completo possibile a chi guarderà il nostro lavoro, a chi ha avuto dubbi, ma non aveva abbastanza dati. A chi aveva raccolto informazioni, ma non è stato ascoltato.
Stiamo macinando migliaia di chilometri, con lo sguardo attendo e le telecamere pronte, per intercettare le piccole storture e cristallizzare i grandi danni.
Voliamo alto, per ricostruire dal basso.