
di Flavia Grossi, Madi Ferrucci, Roberto Persia
L’inchiesta cresce, si evolve e spesso prende forme inaspettate.
Come in una caccia al tesoro, gli indizi ci mostrano sentieri da percorrere, a volte sono molto più brevi di quanto avessimo immaginato, altre volte più tortuosi o più lunghi.
I documenti dell’inchiesta, i computer, la macchina da presa , i microfoni, i taccuini e le penne sono i nostri compagni di viaggio perché in fondo è proprio di un viaggio che parliamo, anzi i viaggi sono tanti e non potrebbe essere altrimenti in questo fantastico e misterioso labirinto.
Tutte le volte che sentiamo l’aereo che sta per decollare, lo scafo della nave che inizia a muoversi sotto l’acqua, o il fischio del capotreno, ci accorgiamo che le nostre menti corrono più veloci di qualsiasi mezzo di trasporto. Cosa accadrà? Cosa scopriremo? Ed ecco che c’è chi non riesce a smettere di concentrarsi su quell’intervista così delicata, chi non può far a meno di aggiungere una nota sull’agenda già carica di inchiostro, chi rilegge i documenti pensando di aver tralasciato qualcosa e spera che ci sia connessione anche a 10000 mt di altezza per continuare a fare ricerche!

Ed ora eccoci di nuovo in viaggio, di nuovo a interrogarci sul prossimo indizio, di nuovo con i pensieri che veloci raggiungono la prossima destinazione, frementi nonostante la stanchezza per i risvolti che l’inchiesta prende di volta in volta, quasi come un animale, un essere vivente autonomo con cui confrontarsi giorno per giorno.

Stiamo per atterrare… un altro indizio è qui che ci aspetta!





