
di Federica Delogu, Emmanuele Lentini, Filippo Poltronieri*
Prosegue l’inchiesta, si intensificano gli incontri, sia quelli istituzionali che quelli informali. Le piste sono tante, a volte è difficile capire chi parla per interesse, chi per onestà, chi per strumentalizzarci. Tutti hanno qualcosa da dire, Atac a Roma è come il tempo, tutti ne parlano, chiunque ha una sua opinione a riguardo.
Noi continuiamo parallelamente la nostra immersione nei problemi del trasporto pubblico locale, moltiplicando esponenzialmente i disagi che già viviamo ogni giorno da anni, infilandoci con la nostra macchina fotografica in metro stracolme alle 8 del mattino, riprendendo con il cellulare scene di ordinario disagio, documentando il disastro della mobilità romana con le tecniche più disparate (“forse sarà meglio sentire l’avvocato”ci ripetiamo come un mantra).


Infine il webdoc. Quei dati non saranno semplici numeri ma andranno a comporre un mosaico di informazioni di cui l’utente sarà parte integrante in un parallelismo tra chi fruisce del servizio di trasporto pubblico locale e chi intraprende il nostro percorso. E allora eccoci alle prese con amici informatici, con architetti dell’informazione ed esperti di user experience, professionalità che nelle nostre esperienze lavorative avevamo spesso incrociato ma che mai come adesso sono diventate imprescindibili per la realizzazione della nostra inchiesta.
*finalisti del Premio Morrione 2016 con l’inchiesta “Ultima fermata” (tutor: Paolo Aleotti)





