
di Federica Delogu, Emmanuele Lentini, Filippo Poltronieri*

Non basta, Roma non ci sta dentro a questi confini. E così gli autobus in questi anni hanno provato a inseguire questa espansione, ma vanno lenti. E non molto spesso danno l’impressione di andare a caso.
Anche la nostra inchiesta non ci sta dentro i confini che ci siamo prefissati. “Dobbiamo stringere”. Questa frase la pronunciamo ogni volta che ci incontriamo. E non parliamo dei tempi, ma degli argomenti. Andiamo avanti, ogni giorno. Tassello su tassello finalmente la nostra inchiesta prende forma. Abbiamo anche noi i confini, il nostro Gra. Ma spesso qualcosa va fuori, straborda. E così il nostro progetto iniziale subisce cambiamenti.

Ecco, ce ne siamo resi conto proprio durante una riunione, quando Emmanuele, guardando la cartina e pianificando un pomeriggio a fare riprese ha esclamato “ma quant’è grande Roma?”. Dovevamo spostarci in periferia, abbiamo studiato i percorsi, scelto gli autobus. Abbiamo lasciato perdere, meglio la macchina, guadagniamo tempo. Che poi è quello che pensano molti romani.
Ci stavamo dimenticando le periferie. “Anche noi, come molti amministratori e pianificatori in questi anni”, ha chiosato Federica. Una battuta serve sempre a stemperare la tensione.

E anche la nostra inchiesta si sta spostando in periferia, visto che fino ad ora è la parte meno indagata.
La sera, finito il lavoro, ce ne siamo andati a bere una birra, sul Gianicolo. Dall’alto la Capitale è sempre affascinante. Anche quando si continua a parlare di lavoro e uno propone di fare un timelapse, ché da lì le riprese “vengono fighissime”. Ok, va bene, facciamo questo timelapse. “Però, quant’è bella Roma?”.
*finalisti del Premio Morrione 2016 con l’inchiesta “Ultima fermata” (tutor: Paolo Aleotti)





