Tag: antonella graziani

L’inchiesta è una battaglia collettiva. L’intervista a Edwy Plenel, fondatore di Mediapart

di Antonella Graziani Edwy Plenel, direttore e fondatore di Mediapart, è stato ospite dell’Associazione Amici di Roberto Morrione durante le giornate di premiazione della sesta edizione del Premio Morrione per...

Caso Alpi-Hrovatin: accanto alla signora Luciana in tutte le iniziative che deciderà di intraprendere

di Antonella Graziani "Sono passati 23 anni e 3 mesi da quando mia figlia Ilaria e l'operatore Miran Hrovatin sono stati assassinati a Mogadiscio. Da quel 20 marzo 1994 si...

Perché partecipare al bando 2016?

Antonella Graziani, finalista dell'edizione 2016 con l'inchiesta "Non chiamateli mostri. Storie di ordinaria schiavitù", manda un messaggio a tutti gli #under31 che stanno pensando di partecipare al bando 2016...

A ferro e fuoco: l’inchiesta “Anello di fumo” diventa un libro e un e-book con Kogoi Edizioni

Ogni anno il Premio Roberto Morrione permette, grazie alla partnership con la casa editrice Kogoi Edizioni, agli autori di una delle tre inchieste finaliste di sperimentare anche l'importante esperienza della...

Inchiesta “Non chiamateli mostri” (finalista 2013): proiezione venerdì 23 ottobre a Monza

L'inchiesta Non chiamateli mostri di Antonella Graziani, Valentina Valente, Michele Vollaro finalista del Premio Roberto Morrione nel 2013 verrà proiettata venerdi 23 ottobre, alle ore 17.30, presso l'Urban Center – Binario 7...

La Fabbrica dei Mostri diventa un libro

di Marcella Sansoni La collana si chiama FUORISTRADA e, nel nome, c’è già una dichiarazione d’intenti. Sarebbe come dire andare dove gli altri non si avventurano, per strade poco battute. Ed...

Non chiamateli mostri (2013)

GUARDA L'INCHIESTA - L’inchiesta indaga sul più losco dei traffici, quello degli esseri umani con disabilità mentali e fisiche gestite dalle organizzazioni criminali come autentici schiavi. Un fenomeno costantemente sotto i nostri occhi, sopratutto nelle grandi città, del quale i media non si occupano a sufficienza. Le vittime spesso provengono da paesi europei come la Romania, dove vengono acquistati per essere trasformati in accattoni.