Fondi rubati all’agricoltura: primi arresti a Siracusa

Fondi rubati all’agricoltura: primi arresti a Siracusa

A due mesi dall’uscita dell’inchiesta “Fondi rubati all’agricoltura”, vincitrice del Premio Roberto Morrione 2015, sono scattati ieri gli arresti domiciliari per Sebastiano Carcione.  L’accusa è quella di appropriazione indebita di terreni. Sono in corso inoltre provvedimenti di sequestro relativi ai contributi erogati dall’Unione Europea.

Carcione guarda verso la telecamera che sta intervistando l'agricoltore Sebastiano Ciciulla

Carcione guarda verso la telecamera.

Sebastiano Carcione appare nell’inchiesta (guarda il trailermentre viene intervistato il giovane agricoltore Sebastiano Ciciulla che racconta le intimidazioni ricevute quotidianamente da parte di Carcione.

Ordinanza di custodia cautelare, invece, nei confronti di Antonino Carcione, 46 anni, fratello di Sebastiano. Agli arresti domiciliari Monia Lanzi, moglie di Antonino Carcione, e  Giuseppe Carcione, 21 anni, figlio di Antonino. Ai domiciliari invece due dipendenti dell’Agea, Giuseppe Mistretta e Sergio Ciuffetti. 

Nell’ambito della stessa inchiesta giudiziaria della procura di Siracusa ieri è stato anche sospeso il deputato e il notaio Giambattista Coltraro (deputato regionale del gruppo Sicilia Democratica, risultato il più ricco all’Ars nel 2014) coinvolto nell’inchiesta per atti pubblici falsi, intimidazioni e danneggiamenti.

Ieri sera abbiamo sentito gli autori dell’inchiesta, Alessandro di Nunzio e Diego Gandolfo, che hanno cosi commentato la notizia “Tutto questo è accaduto grazie all’impegno di un ragazzo come Sebastiano Ciciulla che ha avuto il coraggio di denunciare e ad un territorio che di fronte a questi soprusi ha alzato la testa. Questa sera dormiamo sereni e felici: nel nostro piccolo, abbiamo dato un grande contributo.

Noi dell’associazione Amici di Roberto Morrione ci uniamo alla felicità per questa importante inchiesta giudiziaria della Procura di Siracusa e esprimiamo la nostra soddisfazione per aver sostenuto la realizzazione dell’importante inchiesta giornalistica “Fondi rubati all’agricoltura” che è riuscita egregiamente a rendere pubblica e a denunciare la sottrazione dei fondi europei destinati al settore agricolo e dei  terreni agricoli siciliani da parte dei gruppi criminali. Il giornalismo di inchiesta, anche questa volta,  si mette a servizio della legalità e della comunità e dà il proprio contributo nella lotta alle mafie. A Roberto Morrione, tutto questo, sarebbe piaciuto molto.

Alessandra Tarquini